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Delivery: adattarsi al mercato per sopravvivere al (maledetto) Covid

Delivery: adattarsi al mercato per sopravvivere al (maledetto) Covid

Il delivery fino a pochi mesi fa sembrava una moda o un capriccio, oggi fa la differenza nel mercato della ristorazione. Il covid si è insinuato prep

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Il delivery fino a pochi mesi fa sembrava una moda o un capriccio, oggi fa la differenza nel mercato della ristorazione.

Il covid si è insinuato prepotentemente nelle nostre vite, cambiando tutte le nostre abitudini, compresa quelle di mangiare al ristorante e uscire la sera. Sia durante la prima che in questa seconda ondata, tra i primi settori a subire delle restrizioni troviamo quello della ristorazione. È per questo che il delivery sta diventando il boss della situazione.

Per evitare la crescita dei contagi si è resa necessaria una stretta sui contatti sociali all’interno dei ristoranti in cui il distanziamento, in spazi chiusi, sembra non essere un’efficace arma difensiva mentre la mascherina, come sappiamo, non è molto comoda mentre si mangia. Tuttavia, se il servizio al tavolo non è concesso, asporto e delivery possono rappresentare una forte spalla su cui reggere le difficoltà temporanee che stiamo affrontando.

La storia che vogliamo prendere come esempio arriva da Roma, dal ristorante Dumpling bar. Durante la prima ondata di contagi e il lockdown, per far fronte alle misure restrittive, lo chef Gianni Catani, socio di maggioranza dell’attività, ha convertito la somministrazione in delivery, affidandosi ad una squadra interna di runner e chiudendo due dei tre ristoranti della catena, per ottimizzare. La clientela ha accolto molto bene la sua iniziativa, acquistando i suoi piatti. In un’intervista per Huffington Post, Catani racconta come sia riuscito a mantenere la sua attività in quei mesi difficili, aumentando addirittura i guadagni del 40-50%.

Il suo ristorante, specializzato in cucina cinese, oggi consegna tremila ravioli al giorno in tutta la capitale. Anche la filosofia di vendita è molto interessante: il piatto viene consegnato cotto al 95%, così che il cliente a casa propria completi la cottura in pochi minuti, secondo le indicazioni fornite, per averlo caldo e buono come al ristorante.

La svolta delivery-friendly è stata una salvezza per gli imprenditori che hanno avuto la forza di affrontarla, ma non tutti i ristoratori hanno avuto questa possibilità. Certo è che il delivery, questa nuova abitudine, come molte altre imposte dal covid, si manterrà e farà la differenza.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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