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Re-Servo, il miglioramento del servizio sanitario in mano ai giovani, e noi ci abbiamo #FattoCaso!

Re-Servo, il miglioramento del servizio sanitario in mano ai giovani, e noi ci abbiamo #FattoCaso!

Intraprendenza, tenacia ma soprattutto, voglia di migliorare: questo è quello che muove i quattro ragazzi romani di Re-Servo che stanno dando una mano

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Intraprendenza, tenacia ma soprattutto, voglia di migliorare: questo è quello che muove i quattro ragazzi romani di Re-Servo che stanno dando una mano concreta al servizio sanitario. Come? Facendo quel che più amano impegnandosi al massimo. Il risultato? Una start up originale e fuori dagli schemi.

Ebbene sì, si chiama Re-Servo ed è un servizio di prenotazione online di visite mediche, centri clinici e tamponi. L’idea nasce da quattro giovanissimi: Francesco, Anna Maria, Edoardo ed Andrea che guardandosi in faccia hanno deciso di voler migliorare la realtà che li circonda, e noi ci abbiamo fatto due chiacchiere!

Ciao ragazzi, come spieghereste a qualcuno che non si intende di tecnologia cosa sia Re-Servo?
Partendo proprio dal nome, Re-Servo viene dal latino e significa prenotare, che sta alla base della start-up. In pratica si tratta di un servizio completamente gratuito di prenotazione dei tamponi, di visite mediche ed offre delle informazioni utili a chi è alla ricerca di un medico. Infatti, una persona può confrontare i vari specialisti in vari centri in base ai prezzi, alle recensioni, alla vicinanza, in modo da poter decidere quale sia la struttura che offre un servizio migliore.

In quanti avete lavorato a questo progetto e come vi siete conosciuti?
Siamo in 4, io [Francesco De Santis] nonché referente del gruppo ed appassionato di marketing, mia sorella Anna Maria De Santis ovvero la commercialista, Andrea Giorgi, informatico se non il più giovane sviluppatore Apple italiano nel 2013 ed Edoardo Maria Bisignani, motivatore ed affidabile diffusore di idee che è sempre alla ricerca di contatti. Con Andrea ci siamo conosciuti per un precedente progetto che si occupava di giornalismo, mentre con Edoardo andavamo nella stessa scuola e siamo stati rappresentanti d’istituto insieme.

Com’è nata l’idea della start-up?
L’idea è nata da parte di Anna, in seguito ad un contatto con presunto positivo, abbiamo dovuto fare tutti il tampone in famiglia, rendendoci conto che non fosse affatto facile prenotarlo … Inoltre, il nostro quartiere è stato il più colpito dal covid e, nascendo come una realtà di quartiere, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti “Perché accontentarsi di quello che abbiamo? Perché non cercare di migliorare la situazione, nel posto che ci piace, che noi viviamo tutti i giorni?”, ed è stata anche la voglia di voler vedere tutto sempre con occhi diversi, che siamo arrivati a desiderare e a puntare ad un miglioramento. Così abbiamo deciso ad ottobre di dar vita al progetto; ho creato un gruppo Whatsapp con Andrea e Edoardo e da lì, tempo a poco, Edoardo è andato a cercare cliniche, mentre io ero già in contatto con quella presente sul sito, dunque è stato un attimo, poi il tempo di evolverci e piano piano stiamo camminando insieme.

Qual è il vostro obiettivo?
Il nostro è un obiettivo a lungo termine, abbastanza complesso da perseguire ovvero il cercare di digitalizzare il più possibile e nella maniera più semplice possibile la sanità italiana, o quantomeno le prenotazioni sul nostro sito. In più chi vuole e chi ha la disponibilità anche di prenotare un appuntamento tramite il nostro servizio, ci aiuta anche in modo che si crei un po’ un circolo, inizialmente locale, e si spera poi in futuro anche più ampio.

Progetti per il futuro?
Al momento abbiamo sentito qualcuno che è disponibile a darci una mano sulla Campania, per far arrivare questo servizio anche lì, ma stiamo cercando di aprire più contatti possibili, la startup è nata da poco quindi ovviamente siamo all’inizio, però le prospettive sono buone. D’altronde vogliamo trovare più cliniche possibili e in più ambiti, e poi ci piacerebbe anche, essendo il nostro servizio gratuito, poter dare una mano nella gestione dei vaccini che sicuramente è un qualcosa che sarà difficile da gestire sia per la sanità pubblica che quella privata. Tant’è vero che, seguendo l’intera vicenda, è stato detto da più persone nell’ambito politico che cercheranno di sviluppare un programma di vaccinazione su prenotazione, è difficile capire ed intuire come, quindi cerchiamo di renderci utili, difatti sarebbe un mercato in cui ci affacceremmo molto volentieri.

Classica domandona da FacceCaso: il vostro percorso di studi qual è stato e com’è stato?
I nostri percorsi scolastici sono abbastanza differenti tra loro:

  • Anna Maria ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Scienze Economiche mentre adesso frequenta l’ultimo anno della magistrale “Aziende: consulenza professionale”.
  • Andrea ha fatto il liceo scientifico delle scienze applicate, ed attualmente frequenta il secondo anno di ingegneria informatica.
  • Io [Francesco] e Edoardo abbiamo frequentato il liceo scientifico, Edoardo adesso studia economia alla Luiss mentre io adesso studio ingegneria meccanica alla Sapienza e sono entrato a far parte di una Union Enterprise, curando gli aspetti di Marketing e di consulenza a livello commerciale per la creazione di eventi per le start up. Tra l’altro io ed Edoardo siamo stati rappresentanti d’istituto al liceo insieme e fortunatamente la nostra scuola ci ha sempre dato tantissime opportunità di sviluppo attraverso convegni etc…

Grazie mille della chiacchierata ragazzi, vi auguro di espandervi il più possibile e che questo progetto vada in porto, delle ultime parole?
Ci teniamo a ribadire che il nostro scopo non è arricchirci ma fare esperienza, mettere a disposizione la nostra voglia di fare, la nostra passione per queste cose, per un servizio che possa essere utile e che possa essere anche un minimo rivoluzionario. Grazie mille e salutiamo tutti i lettori di #FacceCaso.

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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