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Chi è Jon Batiste, il jazzista che ha dominato la serata dei Grammy

Chi è Jon Batiste, il jazzista che ha dominato la serata dei Grammy

Non avete la più pallida idea di chi sia Jon Batiste? È ora di rimediare con questo approfondimento su un artista capace di portarsi a casa 5 premi T

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Non avete la più pallida idea di chi sia Jon Batiste? È ora di rimediare con questo approfondimento su un artista capace di portarsi a casa 5 premi

Trentacinque anni, nato in una città in cui il jazz è nato e continua a vivere come in nessun altro luogo al mondo: New Orleans. Laureatosi alla Julliard School of Music, dove ha studiato la tradizione jazz per poi rielaborala in un modo tutto suo, volto al trasmettere gioia attraverso la musica.

Forse per noi è un nome sconosciuto, ma in realtà ha alle spalle una carriera invidiabile: pianista, leader della band che per anni ha accompagnato il Late Show di Stephen Colbert, da giovane ha collaborato con leggende come Prince e Stevie Wonder e per non farsi mancare nulla ha addirittura vinto un oscar nel 2021. Questo per aver scritto le musiche del film Disney Pixar “Soul” e se ancora non lo avete visto vi do il permesso di smettere di leggere questo articolo e fiondarvi a guardarlo.

Musiche che la scorsa domenica gli sono valse il Grammy per migliore colonna sonora. Le altre sue nominations hanno toccato varie categorie, tra cui l’R&B, il jazz, la musica roots – genere che punta al riavvicinamento dei suoni e melodie degli anni ’50-’60- e anche la classica.

Ma il premio più importante è stato “Album dell’anno”, vinto dal suo disco “We are”.

Un lavoro incentrato sulla cultura afroamericana e all’orgoglio di essere neri. Un inno all’uguaglianza, alla fratellanza e al rispetto, ispirato dalla tragedia di George Floyd. Nato proprio come sostegno alle proteste di Black Lives Matter che si sono scatenate soprattutto nel 2020.
Con le sue canzoni Batiste porta l’attenzione su tematiche importanti come le ingiustizie sociali subite negli ultimi anni dalla comunità nera americana.

L’album è un salto nel passato mantenendo sempre un piede nel presente. La musica del cantante non può essere definita come innovatrice, ma più come un’erede della tradizione jazz. Le varie tracce si fondono sapientemente tra R&B, jazz, gospel e hip-hop.

Il suo obiettivo è quello di far sentire bene le persone che la ascoltano, riproducendo melodie funk, quelle che ti fanno ballare e spuntare il sorriso, schioccare le dita e muovere la testa a ritmo.
“We are” è nato nel camerino del Late Show di Stephen Colbert, tra una pausa e l’altra del programma, in una sola settimana.

Jon Batiste ai Grammy, dopo la sua gioiosa esibizione di “FREEDOM”, è stato chiamato sul palco a ritirare l’ambito “Album dell’anno” ed incredulo e con le lacrime agli occhi ha detto: ”Non esiste il miglio musicista, miglior ballerino o miglior attore.” E ha aggiunto “la musica per me è più che intrattenimento, è una pratica spirituale”.

Insomma un misto di umiltà, affabilità, talento e serietà. Vi basterà una canzone per farvi entrare nel cuore Jon Batiste e ho come la sensazione che ne sentiremo parlare.

#FacceCaso

Di Alice Fuschiotto

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