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Un San Valentino rivoluzionario: ecco One Billion Rising

Un San Valentino rivoluzionario: ecco One Billion Rising

Il cambiamento culturale è necessario per prevenire, contrastare e superare la violenza ormai dilagante. Di Giulia Celli One Billion Rising è la più g

Parte da zero, ma raggiunge il suo obiettivo
La bellezza è molto più che tacchi e un po’ di trucco sul viso
Ragazza rasata a zero perché senza velo: questa è integrazione?

Il cambiamento culturale è necessario per prevenire, contrastare e superare la violenza ormai dilagante.

Di Giulia Celli

One Billion Rising è la più grande azione di massa, è un movimento globale, una rivoluzione al ritmo di tamburi, che sprigiona energia per poter trasformare il dolore in potere. Il colore predominante è il rosso: il rosso dell’amore ma anche del sangue che viene versato.
Al posto di fiori e cioccolatini scendete in piazza!
Al centro della protesta c’è il rispetto dei diritti umani che devono essere la priorità della politica internazionale e di tutta la collettività.


One Billion Rising, dicevo, è una campagna internazionale lanciata per la prima volta nel 2012 dalla scrittrice Eve Ensler, fondatrice del V-Day: Until the Violence Stops, contro la violenza su donne e bambine. Si tratta di un movimento globale, laico, apartitico, aperto a ogni persona, gruppo e organizzazione che sostenga il diritto di ogni donna di vivere e decidere del proprio corpo, della propria salute e del proprio destino.
La violenza maschile contro la donna prende forma: una violenza inflitta contro il genere femminile in quanto tale, che non è determinata dalla razza, religione, classe, ceto o istruzione e che nei suoi diversi aspetti è accomunata dalla prevaricazione degli uomini sulle donne; essere donna è diventato un pericolo e la supremazia del ruolo maschile su quello femminile che, approfittando della debolezza fisica, è usata per minacciare, spaventare, violentare, o contrariamente a proteggere, in ogni caso per dominare. Le cause della sottostima del problema sono dovute al fatto che l’ambiente sociale familiare è un ambito ancora considerato privato e inviolabile.

Bisogna contrastare la tendenza della pubblicità e dei media ad abusare dell’immagine delle donne, svilendone il ruolo,è importante e soprattutto possibile poteraffermare una cultura diversa, incoraggiando la crescita di una nuova generazione di creative.
Un Flash-Mob a livello mondiale che unisce le donne di tutto il mondo, in particolare quest’anno si darà voce, corpo e visibilità alle donne migranti e alle loro storie.

L’appuntamento è al Pantheon di Roma, alle ore 15:30, di domenica 14 febbraio 2016 per protestare e ballare insieme.
Io ci sarò..e voi?

Di Giulia Celli

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