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Speciale “Brexit”: cos’è, risultato e conseguenze

Speciale “Brexit”: cos’è, risultato e conseguenze

Il Referendum del 23 giugno 2016 segna, forse, una svolta epocale. Sono giorni ormai che si parla di “Brexit” su tutti i giornali, ed è ormai giunto i

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Il Referendum del 23 giugno 2016 segna, forse, una svolta epocale.

Sono giorni ormai che si parla di “Brexit” su tutti i giornali, ed è ormai giunto il giorno del referendum, perché si votava proprio ieri giovedi 23 giugno.

Per “Brexit” si intende l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, tramite un referendum cui hanno partecipato tutti i cittadini di sua maestà.

Il referendum, però, non ha di per sé valore politico, in quanto occorre semplicemente ad indicare “gli stati d’animo” del popolo, dopodiché la palla passerà ai politici e a Cameron in particolare. Il primo ministro, sfavorevole all’uscita del suo Paese dall’Unione Europea, ha espresso diverse volte il proprio pensiero, aggiungendo che “il popolo britannico è già sovrano, non occorre un “Independence Day”. Ma vediamo come è andata.

Spiazzante il risultato del voto, con la vittoria del “Leave” al 51,95, contro il 48,1% del “Remain”! Praticamente più di 17 milioni di voti a favore e 16 milioni contro. Ha vinto il “Leave” in Galles, ha perso in Scozia, ha vinto il “Remain” in Irlanda del Nord. Ma non è servito. Persino a Londra il “Remain” ha battuto “Leave” con il 70% dei voti contro il 30.

Ovviamente ci sono state conseguenze in tutto il mondo. Prima tra tutte il crollo delle borse mondiali, con un Sali e scendi negli spread e il crollo totale dei mercati in Asia. Come ampiamente previsto, poi, la sterlina sprofonda quasi a “moneta di cioccolata”, con il rischio per tutti gli abitanti di veder andare in fumo i propri risparmi qualora non dovesse risollevarsi.

E poi Cameron che si dimette. Ebbene si, il Primo Ministro inglese, raggiunto stamane dai risultati del voto, ha espresso che “ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre che dovrà guidare i negoziati con l’UE. Il popolo britannico ha votato per uscire dall’Europa e la volontà del popolo britannico sarà rispettata”.

Adesso che succede? Sopra le catastrofi, sopra la tempesta si è levata la voce di Donald Tusk, attuale Presidente del Consiglio Europeo:Non ci sarà vuoto legale, fino all’uscita formale della Gran Bretagna la legge Ue resta valida nel Regno Unito, ciò significa diritti e doveri”.

Uscita che dovrebbe essere ufficiale in circa due anni. Ma aspettiamo e vediamo l’evolversi degli eventi, perché oggi siamo un po’ tutti frastornati da un risultato che pareva lontano anni luce dal verificarsi.

Di Giulio Rinaldi

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