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Muore per un “delitto d’onore” la Kim Kardashian del Pakistan

Muore per un “delitto d’onore” la Kim Kardashian del Pakistan

Qandeel Baloch, 26 anni, è stata uccisa dopo una discussione in famiglia dai fratelli. Loro le avevano chiesto di non esibirsi più e lei aveva cercato

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Qandeel Baloch, 26 anni, è stata uccisa dopo una discussione in famiglia dai fratelli. Loro le avevano chiesto di non esibirsi più e lei aveva cercato protezione dal governo.

Eppure aveva lanciato messaggi premonitori Qandeel Baloch: “È troppo tardi per tornare indietro. Io sono fuori dal loro controllo“, sapeva che in famiglia la sua fama social non piaceva, andava oltre la tradizione tipica del Pakistan.
Era stata ribattezzata Kim Kardashian nazionale, ma tra la celebrità social erano anche arrivate minacce e insulti. Così a 26 anni è sopraggiunta la morte, per mano di un membro della sua famiglia.

Suo fratello Waseem le aveva chiesto di smetterla di esporsi sui social media perché “disonorava la famiglia e la comunità”, ma lei non intendeva rinunciare alla sua vita; Venerdì notte una discussione accesa in famiglia e lui le ha stretto il collo fino a ucciderla.
La polizia ora parla di “delitto d’onore”, come molti che ancora si verificano in Pakistan, circa cinquecento all’anno, principalmente donne. I settori più conservatori del Pakistan la ritenevano una minaccia:”scandalizzava”, faceva proseliti e soprattutto tantissimi follower.

Nonostante la paura, la richiesta di aiuto al governo, Qandeel oggi paga la scelta di condurre una vita tipicamente occidentale, di aver osato troppo in un paese ancora fortemente islamizzato.

Di Umberto Scifoni

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