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Scuole antisismiche? Ma dove?

Sono sempre pochi gli edifici scolastici che possono resistere ai sismi, ancora meno gli interventi su quelli già esistenti. Da abruzzese ho nella men

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Sono sempre pochi gli edifici scolastici che possono resistere ai sismi, ancora meno gli interventi su quelli già esistenti.

Da abruzzese ho nella mente il ricordo dei giorni dopo il terremoto del 2009, in cui non potevamo andare a scuola. E per la prima volta non ne eravamo felici. Perché nell’edificio in cui andavo da quando avevo 6 anni le lavagne erano cadute e i muri si erano quasi aperti. Poi, nel 2011, quando ormai ero al liceo, dato che la nostra classe era di nove persone, ci avevano messi in un’auletta stretta e ci dicevano che l’unica cosa da fare, in caso di terremoto, sarebbe stata mettersi sotto i banchi e non provare a scappare. Rimane il fatto che eravamo al terzo piano.

E la mia scuola non è l’unica, perché

poco più del 65% delle scuole in Italia è stato costruito prima della legge in merito alle costruzioni antisismiche del 1974 e ci sono stati, negli ultimi anni, su 43.072 scuole solo 382 interventi di adeguamento antisismico.

Tra cui quello della scuola di Amatrice, per cui erano stati spesi 700 mila euro e che è crollata comunque.

Il problema non è solo quello della sicurezza, ma anche quello della rinnovabilità energetica. I fondi vengono stanziati, ma mai utilizzati, come la maggior parte delle volte succede.
Gli interventi sono ancora minori al Sud, dove le scuole antisismiche sono meno del 13% e le pratiche amministrative per sbloccare i fondi sono sempre lunghe e confuse.

I finanziamenti andrebbero sotto il nome di #scuolesicure, ma di sicuro hanno ben poco.

Di Benedetta Erasmo

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