Tempo di lettura: 2 Minuti

Tamagotchi 20 anni dopo, ecco cosa abbiamo

Tamagotchi 20 anni dopo, ecco cosa abbiamo

Nel ventennale dal lancio i giochi si sono evoluti, trasformando gli animaletti da accudire in versioni sempre più tecnologiche. Chi non ha mai avuto

Come usare l’Internet degli anni ’90
#FacceCaso incontra i Paps’n’Skar
TIL: terza serata e botto assicurato. C’è il Party Mumm e i Paps’ n’ Skar!

Nel ventennale dal lancio i giochi si sono evoluti, trasformando gli animaletti da accudire in versioni sempre più tecnologiche.

Chi non ha mai avuto un Tamagotchi è sicuramente nato dal 2000 in poi, ma soprattutto non sa cosa si è perso! Quei piccoli animaletti da far crescere sul proprio dispositivo tascabile, firmato Bandai, uscirono in Italia proprio 20 anni fa, aprendo una nuova incredibile frontiera digitale, un precursore di molti videogiochi e quanto altro, che spopolarono ovunque, grazie all’innovativa idea di far crescere, accudire e giocare con un cucciolo virtuale, che senza un interesse quotidiano sarebbe addirittura morto.

80 milioni di vendite in tutto il mondo, per un successo incredibile e una storia che ancora oggi spopola. Infatti Tamagotchi esiste ancora, ovviamente con una versione che si rifà ai tempi tecnologici attuali: Tamagotchi M!X, uscito nel giugno 2016, è molto più evoluto dei predecessori, ma la colorata grafica ricorda gli animaletti ormai ventenni, con la loro vita sociale e la capacità di accoppiarsi, tanto da creare una discendenza di cuccioli.

Una storia che quindi non tramonta e che, almeno per questa volta, speriamo si consolidi passando da generazione a generazione anche tra gli umani!

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0