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Brexit, che succede alle Università?

Brexit, che succede alle Università?

Più di un anno dal referendum, ma la situazione continua ad essere tutt'altro che chiara. Come sappiamo il referendum sulla permanenza del Regno Unit

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Più di un anno dal referendum, ma la situazione continua ad essere tutt’altro che chiara.

Come sappiamo il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea del 23 giugno 2016 ha visto a sorpresa un risultato favorevole all’uscita dall’UE. Quello che non tutti sanno, invece, è che la cosiddetta Brexit potrebbe avere delle conseguenze importanti non solo sul turismo e l’economia, ma anche sul mondo universitario.

A chiarire meglio quest’aspetto c’ha pensato direttamente il ministro per l’Università inglese Jo Johnson. “Vogliamo continuare ad avere una collaborazione con l’Italia e gli altri Paesi europei, mantenendo questo tipo di mobilità tra studenti e negli Atenei” ha spiegato il ministro, aggiungendo che

nelle università del Regno Unito non ci sarà nessun divieto, nessun aumento delle tasse e nessun tipo di preclusione per gli studenti europei nei prossimi due anni.

E per quanto riguarda i docenti? Beh, il discorso è molto semplice:

gli insegnanti europei che vivono in Gran Bretagna già da 5 anni (pagando regolarmente le tasse ovviamente) potranno richiedere la cittadinanza. Gli altri, qualora non dovessero avere un parente che già abita nel Regno Unito, dovranno verosimilmente richiedere un permesso di soggiorno per lavoro, ma nei prossimi mesi potrebbero palesarsi soluzioni alternative in merito.

Tuttavia sorge spontaneo un interrogativo: e dopo i due anni a cui fa riferimento Johnson come cambierà la situazione per gli studenti? Questo, al momento, non ci è dato saperlo. Il rischio peggiore è che si possa arrivare a pagare una retta di quasi 36 mila sterline all’anno, pari a circa 41.000 euro.

Non è tutto, a risentire della Brexit potrebbe essere anche il programma Erasmus, con le università britanniche che, oltre a non ricevere studenti dall’estero, forse non potranno neanche mandarli.

A questo punto non ci resta che stare a vedere come si evolverà la situazione, sperando che si possa trovare un accordo che accontenti tutti, o quasi. Intanto, come direbbero a Londra, “Relax and take it easy”.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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