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A Palermo raddoppiano in dieci anni le tasse universitarie: come uscirne per il coordinatore dell’UDU

A Palermo raddoppiano in dieci anni le tasse universitarie: come uscirne per il coordinatore dell’UDU

Fabrizio lo Verso, coordinatore dell’ UDU di Palermo, attacca l’ateneo. Si avvicina infatti sempre di più al poggiarsi sulle spalle degli studenti piu

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Fabrizio lo Verso, coordinatore dell’ UDU di Palermo, attacca l’ateneo. Si avvicina infatti sempre di più al poggiarsi sulle spalle degli studenti piuttosto che sui finanziamenti statali. Il tutto è dovuto al fatto che la Sicilia non ha una legge sul diritto allo studio come le altre regioni e i ragazzi sono quindi obbligati a pagarsi tutto ciò che serve epr poter studiare.

In un report dell’Unione degli Universitari (UDU), chiamato “Dieci anni sulle nostre spalle”, emerge che dal 2005-2006 ad oggi le tasse universitarie a Palermo sono raddoppiate. Infatti, mentre l’Italia vinceva i mondiali in Germania e nasceva il secondo governo Prodi, uno studente nel capoluogo siciliano pagava massimo 421 euro di tasse. Oggi invece il prezzo medio si aggira intorno agli 822 euro.

Il coordinatore dell’ UDU di Palermo, Fabrizio lo Verso, ha detto la sua in merito a questo dato. Secondo lo Verso, infatti, l’aumento delle tasse è un risultato inevitabile dei pochi fondi destinati alla scuola siciliana. L’ateneo ha preferito aumentare le tasse per gli studenti invece che combattere per più soldi da parte dello Stato. Ma soprattutto invece che rivedere le spese dell’Università e tagliare gli sprechi che gravano sulle spalle degli studenti.

Gli studenti del resto d’Italia, accusa Lo Verso, vivono in regioni che hanno una legge sul diritto allo studio. La Sicilia è invece molto indietro da questo punto di vista e una legge che riconoscesse questo diritto potrebbe portare, secondo il coordinatore dell’ UDU palermitano, ad un maggiore accesso agli studi. Gli studenti che fanno parte della no tax area, di cui abbiamo molto scritto e parlato, in Sicilia si devono pagare oltre all’iscrizione anche trasporti, alloggi per i fuorisede e i libri di testo.

La regione deve quindi collaborare con la scuola per trovare un modo di allargare la partecipazione alla scuola pubblica.

#FacceCaso

 

Di Alessandro Luna

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