Sicilia: un universitario su tre studia al centro-nord

Sicilia: un universitario su tre studia al centro-nord

Circa 50mila gli studenti siciliani che si sono iscritti negli atenei del centro-nord: un universitario su tre. #FacceCaso. La Sicilia offre poche oc

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Circa 50mila gli studenti siciliani che si sono iscritti negli atenei del centro-nord: un universitario su tre. #FacceCaso.

La Sicilia offre poche occasioni per entrare nel mondo del lavoro e quando si trova un impiego, è retribuito male.

Per ovviare alla disoccupazione quasi certa, sempre più studenti scelgono di iscriversi in un ateneo che si trova oltre lo Stretto rendendo vano lo sforzo delle quattro Università siciliane.

  • L’Università di Catania è quella che assicura maggiori chances. In base all’ultima indagine sulla condizione occupazionale dei laureati condotta da Almalaurea, il 33% degli intervistati ha dichiarato di avere un lavoro. Il 29,8% dei quali ha firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  • A Palermo, il tasso di occupazione dopo la laurea scende al 30 %.
  • A Messina è del 29,7%.
  • La Kore di Enna registra solo il 24,5% di ex studenti in attività lavorativa. Catania primeggia anche rispetto alle tipologia contrattuale che i suoi laureati riescono ad ottenere.

La nota dolente sono gli stipendi. La media si agita intorno ai 1.029 euro netti al mese a Catania, 1.003 euro a Palermo, 911 euro a Messina, 854 euro a Enna. Senza tenere conto che le donne, a parità di titolo, sono anche meno pagate.

Per tutti questi motivi e non solo, circa 50mila gli studenti siciliani si sono iscritti negli atenei del centro-nord: un universitario su tre.

Il numero di giovani che continuano a mantenere la residenza in Sicilia e studiano negli atenei di tutta Italia è esorbitante.

Il problema c’è ed è piuttosto evidente. Esiste una difficoltà tutta interna al sistema economico siciliano ad assorbire forza lavoro con un’istruzione elevata, di rango universitario.

Riusciremo a cambiare questa situazione? Si spera. Tu intanto,

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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