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Università di Bologna capofila nel progetto eCircular: obiettivo zero plastica

Università di Bologna capofila nel progetto eCircular: obiettivo zero plastica

Negli ultimi giorni l'UE ha presentato la decisione di voler eliminare gran parte della plastica. L'università di Bologna farà da capofila per il prog

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Negli ultimi giorni l’UE ha presentato la decisione di voler eliminare gran parte della plastica. L’università di Bologna farà da capofila per il progetto eCircular promosso da Climate-Kic che ha come obiettivo una società carbon-free.

Niente più piatti e bicchieri di plastica, niente più cotton fioc. Questo è quello che l’UE ha deciso per rimediare ai grandissimi problemi causati dalla produzione della plastica e dai costi per il suo smaltimento. Il progetto eCircular ha lo scopo di promuovere modelli alternativi di consumo e il suo capofila è rigorosamente italiano: l’Università di Bologna.

Climate-Kic

Climate-Kic è una rete europea che raggruppa università, aziende e istituzioni da tutta Europa. L’obiettivo della rete è affrontare la sfida ai cambiamenti climatici diffondendo l’innovazione e le nuove tecnologie. In futuro si vuole arrivare a costruire una società completamente low carbon.

Il problema della plastica

Il vero problema non sta tanto nella plastica in sé, ma nella nostra incapacità nel smaltirla. Che significa? Significa che della plastica che noi quotidianamente utilizziamo solo il 40% di questa viene riciclata. Il 30%, invece, finisce nell’inceneritore e la restante percentuale finisce nelle discariche. Oltre al danno ambientale tutto ciò costituisce un enorme danno economico. Infatti il non-riciclo della plastica ogni anno produce un buco da 105 miliardi di euro a livello europeo.

Il progetto eCircular

Per finanziare il progetto eCircular sono stati versati 6 miliardi di euro che serviranno per promuovere innovazioni che saranno radicali. Si vogliono sviluppare tecnologie digitali per accelerare la transizione verso un’economia circolare di tipo carbon-free.

Il progetto ha una durata di tre anni e l’Università di Bologna è il suo promotore principale e vede tanti altri partner come università sparse sul territorio dell’UE, istituzioni e aziende impegnate nel ridurre la quantità di rifiuti che viene prodotta ogni anno.

All’Interno dell’Università di Bologna sono tanti i dipartimenti che collaboreranno con il progetto, tra questi c’è quello di Ingegneria Civile, Climatica e Ambientale, il Dipartimento di Scienze Aziendali e quello di Ingegneria Industriale.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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