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Università italiane in ripresa, alla faccia dei pessimisti

Università italiane in ripresa, alla faccia dei pessimisti

Nonostante a volte si tenda a pensare il contrario, le università italiane sono in ripresa. Lo provano i ranking mondiali e non solo. Lo Stato non in

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Nonostante a volte si tenda a pensare il contrario, le università italiane sono in ripresa. Lo provano i ranking mondiali e non solo.

Lo Stato non investe sull’istruzione, la scuola italiana è in crisi e le università nostrane arrancano. Quante volte ci è capitato di sentire o leggere queste frasi, talmente ricorrenti da essere ormai diventate una sorta di cult nelle nostre conversazioni.

Sì insomma, alla fine ci sono entrate talmente in testa che abbiamo finito per ripeterle anche noi, senza preoccuparci troppo di verificare il loro legame effettivo con la realtà dei fatti. Una realtà dei fatti che d’altro canto non è poi così preoccupante come vogliono far crederci.

E’ vero, a giudicare dal contratto M5S-Lega Nord di cui vi avevamo già parlato, l’istruzione e il futuro dei giovani italiani non sembrano essere tra gli obbiettivi primari del governo attuale. Nonostante ciò bisogna anche dire che negli ultimi anni gli atenei del Belpaese non solo non hanno affatto arrancato ma hanno anche scalato diverse posizioni nei ranking mondiali più blasonati.

Questi notevoli miglioramenti sono stati resi possibili dai rapporti che alcune università italiane come la Sapienza hanno stretto con atenei esteri (es. Harvard). Rapporti che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’aumento del numero degli universitari stranieri che studiano in Italia.

La percentuale di studenti non italiani, infatti, è salita di oltre il 20% nell’arco di tempo che va dal 2009 al 2015 e ancora oggi continua a crescere. C’è da dire, inoltre che, la percentuale potrebbe essere ancora maggiore se non fosse che la burocrazia (sempre lei) rende complicato per gli stranieri laurearsi all’interno dei nostri confini.

La parziale ripresa delle università italiane, però, non è dovuta soltanto alla loro apertura verso l’esterno ma anche ad un sostanziale aumento delle immatricolazioni. Nell’ultimo anno, infatti, le iscrizioni al primo anno delle lauree triennali e magistrali hanno subito un’impennata del 3,8%.

E, per attirare ulteriormente i ragazzi, diversi atenei stanno organizzando diverse iniziative, coinvolgendo personalità illustri e aziende internazionali. La Ca’ Foscari di Venezia, ad esempio, in occasione del suo 150esimo compleanno, ospiterà delle lezioni tenute da ben 7 premi Nobel.

Insomma, non saranno ancora al livello degli atenei d’oltreoceano ma non si può dire che le nostre università non si stiano dando da fare per raggiungerlo il prima possibile quel livello. Dunque smettiamola di dire che i nostri atenei arrancano; è vero, c’è ancora tanto lavoro da fare ma siamo in ripresa. A questo punto bisogna solo avere fiducia e, una volta tanto, anche un po’ di pazienza.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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