Studenti sordi e università: quattro chiacchiere con Francesca e Valentina

Studenti sordi e università: quattro chiacchiere con Francesca e Valentina

"Sarebbe bello se la LIS venisse insegnata nelle scuole, così i bambini potrebbero impararla e ci sarebbe più integrazione fra udenti e sordi". #Facce

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“Sarebbe bello se la LIS venisse insegnata nelle scuole, così i bambini potrebbero impararla e ci sarebbe più integrazione fra udenti e sordi”. #FacceCaso.

Per come stanno le cose, ad oggi l’università non è ancora di tutti. Ci sono studenti che più di altri hanno difficoltà a frequentare le lezioni universitarie, fondamentali, soprattutto nei primi anni, per gli studenti che si vogliono laureare. L’Università, dovrebbe rappresentare il polo dell’integrazione e dell’inclusione, ma come la mettiamo con i ragazzi sordi? Vediamo cosa ne pensano Francesca e Valentina.

  • Ti sarebbe piaciuto frequentare l’università? Se sì, perché non l’hai fatto?

F. Sinceramente ho sempre preferito l’idea di lavorare. Come sai sono pigra e non c’è una materia che preferisco. Ho trovato impiego in una Cooperativa che mi fa sentire utile e che al termine del tirocinio, se andrà bene, diventerà un lavoro.

V. Io ho sempre avuto la passione per il disegno e mi sarebbe piaciuto frequentare l’Accademia di Belle Arti. Sono andata ad informarmi ma il percorso di studi è difficile e non avendo il supporto di un assistente alla comunicazione, non sarei riuscita a fare gli esami.

  • Quali sono le difficoltà che uno studente sordo incontra all’università?

F. L’università è difficile per i miei fratelli udenti, figuriamoci per me che sono sorda. Non ci sono adeguati servizi per combattere le barriere della comunicazione, nessuno che conosce la lingua dei segni. Sono pochissimi i ragazzi e le ragazze sordi che si laureano.

V. Io mi sono informata anche per frequentare un’università privata. Purtroppo i costi da sostenere sono moltissimi. La mia famiglia avrebbe dovuto inoltre assumere un’assistente alla comunicazione o qualcuno che mi aiutasse a studiare a casa per comprendere i libri di testo. Molte parole non le conosco e faccio più fatica dei miei compagni a memorizzare i concetti. 

  • Hai mai avuto problemi ad integrarti con i tuoi coetanei?

F. Per me è stato molto difficile integrarmi durante le scuole medie perché non conoscevo bene la LIS ed ero lenta a segnare.. oltre ad essere sorda sono disabile. A scuola mi prendevano in giro per questo motivo. Alla scuola superiore le cose sono cambiate e non ho avuto problemi ad integrarmi. I compagni di classe non mi prendevano più in giro, è stato tutto più facile.

V. Sì.. i problemi derivano soprattutto dalla difficoltà a comunicare. Non tutti sono disposti ad accettare la mia sordità, alcuni si sentono a disagio altri mi aiutano e cercando di farsi comprendere. Ovviamente dipende dalle persone che incontri.

  • Secondo te come si abbatte la barriera della comunicazione? Che consigli ti sentiresti di dare?

V. Per abbattere le barriere della comunicazione bisognerebbe far conoscere a tutti la LIS, Lingua dei segni italiana. Sarebbe bello se venisse insegnata nelle scuole, così i bambini potrebbero impararla e ci sarebbe più integrazione fra udenti e sordi.

F.  Se posso dare un consiglio a chi ha dei problemi come me, cercate di aprirvi agli altri, ciò facilita l’integrazione con qualunque persona educata che sappia rispettarvi. Sono d’ accordo con Valentina per quanto riguarda la comunicazione. Gli udenti potrebbero imparare la LIS dai sordi e noi sordi potremmo imparare a parlare bene e scrivere in italiano dagli udenti. Possiamo integrarci scambiando aiuto reciproco e collaborazione. Dove c’è apertura mentale non esistono più barriere. 

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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