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Per tutte le volte che ho festeggiato la mamma

Per tutte le volte che ho festeggiato la mamma

La seconda domenica di maggio è la festa della mamma. FacceCaso ti racconta la sua! Quando ero bambina la festa della mamma era qualcosa di semplice.

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La seconda domenica di maggio è la festa della mamma. FacceCaso ti racconta la sua!

Quando ero bambina la festa della mamma era qualcosa di semplice. Si tornava dall’asilo con quei lavoretti fatti con la pasta, o con le tempere. Poi c’era la poesia, e spero di non essere l’unica a ricordare il mettersi in piedi sulla sedia a declamarla come se fosse il canto più bello della Divina Commedia.

Eppure ora non è la stessa cosa. Quel periodo di maggio per me vuol dire “sessione estiva” e sessione estiva vuol dire che non sarò mai a casa a festeggiare la mamma. Non pretendo di salire su una sedia, certo, perché ormai sembrerei più che ridicola. Anche se so che forse mia madre apprezzerebbe, per riavere indietro la bambina che ero.

Oggi la festa della mamma si passa in tanti modi, con le foto su Instagram e su Facebook e al 99% con la canzone di Coez in sottofondo, quella che dice “E Yo Mamma”. C’è chi lo fa perché lo fanno tutti, chi lo trova importante, e chi non lo fa per niente e si limita ad una telefonata o ad un bacio sulla fronte.

Di solito qualche giorno prima i fratelli si chiamano per pensare ad un regalo. O almeno mio fratello fa così, avendo cura di farlo alle 8 del mattino, quando lui è già a scuola ma io sto dormendo. E si pensa e si ripensa a quello che potrebbe esserle utile, o farle piacere. Qualcosa da usare o qualcosa da custodire gelosamente in un cassetto.

Un rossetto, un profumo, un libro. Un pensiero piccolo ma d’effetto, un po’ simile a quel fantomatico lavoretto con le penne che facevamo all’asilo. Di sicuro non bellissimo, ma pieno di affetto.

Foto, regali o una semplice telefonata questi sono i gesti dei “bambini grandi” per le proprie mamme. E tu? Qual è il tuo gesto?

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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