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Il Miur cambia approccio: approvato il Decreto Inclusione

Il Miur cambia approccio: approvato il Decreto Inclusione

Salvatore Giuliano, sottosegretario del Miur, annuncia la modifica al decreto 66/2017 legato alla Buona Scuola, con la quale si migliorerà l’inclusion

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Salvatore Giuliano, sottosegretario del Miur, annuncia la modifica al decreto 66/2017 legato alla Buona Scuola, con la quale si migliorerà l’inclusione degli studenti con disabilità.

1 Gennaio 2019, questa la data – in teoria – dell’entrata in vigore del decreto sull’ inclusione per gli studenti disabili, poi rinviata fino ad oggi. Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato le Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66. Una rivoluzione copernicana, come è stata da molti definita, a cui la scuola italiana potrebbe non essere pronta.

Nella nota del sottosegretario si legge: “Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni. In particolare – ha inoltre proseguito – abbiamo previsto che le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno. Al contrario, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno”.

Si è svolto, inoltre, un intervento sui Gruppi per l’Inclusione Territoriale: non saranno più questi ultimi ad autorizzare le ore di sostegno richieste da ogni scuola, ma è stato creato un gruppo di docenti specializzati che se ne occuperà. Questo vuol dire che per la prima volta, all’interno delle scuole, sarà esercitato il diritto all’autodeterminazione, un traguardo importante per il sistema.

Una scelta coraggiosa e soprattutto nobile, che porta alla consapevolezza che modificare le norme sull’inclusione degli studenti disabili richieda un intervento sul sistema scolastico in generale. Deve cambiare lo sguardo con il quale si guarda alla disabilità e fare un salto in avanti. La scuola deve, infatti, mettere a disposizioni di tali studenti strumenti tali da renderli il più possibili autonomi e uguali agli altri. Perché è questa la disabilità: uguaglianza.

“Inclusione” di nome e di fatto: una bella storia!

#FacceCaso

Di Ludovica Sampalmieri

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