Tempo di lettura: 3 Minuti

È italiano il ragazzo con il pacemaker più piccolo al mondo

È italiano il ragazzo con il pacemaker più piccolo al mondo

Quando medicina e tecnologia si sposano, ne nascono meraviglie. Come successo a Bergamo, dove è stato impiantato il più piccolo pacemaker al mondo. S

A 20 anni Vittorio pilota della Ryanair
Le raccolte fondi a cui possiamo contribuire per combattere il Coronavirus
Studenti premiati dall’Intelligence

Quando medicina e tecnologia si sposano, ne nascono meraviglie. Come successo a Bergamo, dove è stato impiantato il più piccolo pacemaker al mondo.

Si possono creare storie di vita davvero stupefacenti, quando medicina e tecnologia si incontrano. Spesso queste storie si svolgono in paesi diversi dall’Italia (medici di ottimo livello ma basso livello di tecnologia per la poca ricerca), ma non questa volta. Questa volta la storia si è svolta in Lombardia, vicino a noi.

L’ospedale di Bergamo

Tutto si è svolto al Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È qui, infatti, che è stato impiantato pochi giorni fa il più piccolo pacemaker al mondo. E a chi, se non al “paziente più giovane d’Italia” come è stato definito il ragazzo che l’ha ricevuto. Un giovane ragazzo di soli 14 anni.

Perché sta proprio qui il fatto straordinario: da pochi giorni, un nostro concittadino porta sul cuore una cardiocapsula minuscola: 2 centimetri per 2 grammi. Il paziente più giovane, a portare questo apparecchio, e il pacemaker più piccolo al mondo. Insieme. C’è stato solo un altro caso come questo al mondo.

Vivere una vita normale

Grazie al dispositivo, che non necessita di alcun filo o elettro-catetere di connessione, è stato possibile superare una serie di problemi legati al classico pacemaker monocamerale”, spiega Paolo De Filippo, responsabile dell’Unità di Elettrofisiologia ed elettrostimolazione cardiaca del Papa Giovanni XXIII.

Questa tecnologia è del tutto invisibile e non invasiva. Non richiede incisioni né “tasche” sotto la cute del torace, eliminando il rischio di infezioni e potenziali complicanze, tipiche di un intervento tradizionale”.

Lavoro di equipe

A seguire il giovane è stata anche Paola Ferrari, aritmologa specializzata in patologie pediatriche, che ha commentato così l’intervento: “La scelta del dispositivo non è stata compiuta a cuor leggero. Quando la pila di un pacemaker classico si esaurisce, noi riapriamo la ferita e lo sostituiamo. In questo caso, almeno per il momento, l’unica soluzione è lasciarlo nel cuore e metterne un altro simile, oppure posizionare un pacemaker tradizionale”.

Si aspetta la Ricerca dunque, come dice lo stesso dottor De Filippo: “Ci auguriamo che, per quando la pila sarà esaurita, la tecnologia ci avrà fornito una soluzione”.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0