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Scuola, i numeri della crisi

Scuola, i numeri della crisi

La situazione attuale della scuola italiana è a dir poco preoccupante e i numeri che abbiamo raccolto lo testimoniano perfettamente. Poco meno di un

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La situazione attuale della scuola italiana è a dir poco preoccupante e i numeri che abbiamo raccolto lo testimoniano perfettamente.

Poco meno di un mese fa vi avevamo parlato del degrado in cui versano diversi istituti scolastici di Roma. Le condizioni igieniche disastrose e l’inagibilità degli edifici sono però soltanto lo specchio della crisi esistenziale nella quale sta sprofondando la scuola romana e non solo.

Una crisi certificata da numeri, statistiche e percentuali, che attestano come l’istituzione scolastica abbia perso nel corso degli anni gran parte della sua efficacia formativa. A testimoniarlo c’è un dato a dir poco impietoso (il primo di una lunga serie), quello relativo alla percentuale di non diplomati.

Il 30% della popolazione italiana di età compresa tra i 25 e i 34 anni, infatti, non ha mai concluso le scuole superiori. Si tratta della percentuale più alta tra quelle dei Paesi che fanno parte della OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e supera di oltre il 10 pp la media dell’Organizzazione stessa.

L’abbandono scolastico caratterizza soprattutto le regioni meridionali e le isole. Stando all’ISTAT la media nazionale aggiornata all’ottobre 2018 è circa del 14% ma questa media è superata da Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna (in queste ultime due si sale addirittura sopra il 20%).

Lo Stato dal canto suo non fa praticamente nulla per migliorare la situazione. Anzi, negli ultimi 15 anni in Italia la spesa destinata all’istruzione è scesa quasi del 20%. Di conseguenza non c’è poi da stupirsi se, come sostiene il rapporto dell’UE “Education and Training Monitor”, il nostro è uno dei Paesi europei con la carenza di insegnanti di ruolo più alta.

Questi sono solamente alcuni dei numeri che descrivono efficacemente la crisi che sta attraversando la scuola italiana. Difficile dire cosa bisognerebbe fare per invertire questa tendenza ma una cosa è certa: qualunque cosa sia è necessario farla subito, prima che sia troppo tardi.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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