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Don Alberto Ravagnani ha portato la Chiesa sui social per avvicinarla ai giovany

Don Alberto Ravagnani ha portato la Chiesa sui social per avvicinarla ai giovany

Tutti hanno sentito parlare di Don Alberto Ravagnani, il giovanissimo prete sbarcato sui social network per parlare ai giovani a colpi di video su You

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Tutti hanno sentito parlare di Don Alberto Ravagnani, il giovanissimo prete sbarcato sui social network per parlare ai giovani a colpi di video su Youtube e su Tiktok.

Negli ultimi tempi, la Chiesa sembra essere sempre più lontana dalla realtà dei giovani. Tra l’evoluzione dei tempi e gli scandali, sono nati pregiudizi non poco rilevanti su questa comunità. Basti pensare al film “Il caso Spotlight”, al libro “Il nome della Rosa”, ed ai casi reali di pedofilia, occultati dallo stesso Vaticano. Ma ora ci pensa Don Alberto Ravagnani!

Come si dice, non facciamo di tutta l’erba un fascio e Don Alberto Ravagnani cerca proprio di portare questo messaggio, sottolineando che la reale fede è rappresentata dalle piccole parrocchie.

D’altra parte, basti ricordare Don Pino Puglisi, il prete siciliano ucciso dalla mafia, o di tutti coloro i quali si prostrano ad aiutare gli altri, oppure, ad esempio, coloro i quali offrono vitto ed alloggio agli immigrati.

Così Don Alberto Ravagnani cerca di divulgare e di dar voce a coloro i quali cercano di cambiare qualcosa nei sobborghi delle città, attraverso interviste e video propri, in cui discute di temi molto attuali come la sessualità, le bestemmie ed il bullismo.

La sua popolarità è esplosa dopo il noto confronto sul podcast Muschio Selvaggio, in cui si è espresso anche su domande abbastanza puntigliose, talvolta con ironia, e soprattutto mettendo alla luce il suo ottimo modo di fare con una profondità riflessiva ed impegnata nell’attualità, qualità da non sottovalutare.

Come si accennava prima, il suo scopo è avvicinarsi e parlare ai ragazzi, ma non sarebbe bene ricominciare dalla scuola?

Ricordiamo che in uno Stato laico viene divulgata un’ora settimanale di Religione Cattolica, nella scuola dell’obbligo, e va bene che ci si può astenere … ma non è un po’ troppo retrograda come istruzione per i tempi che corrono?

Nel mondo odierno, in cui lo scambio tra culture è a portata di mano, parlare a scuola unicamente della matrice religiosa italiana risulta quasi antiquato e démodé. I ragazzi non preferirebbero conoscere le tante tipologie spirituali che l’uomo abbraccia nel mondo?

In questo modo, verrebbe incrementato lo spirito critico verso la realtà che ci circonda e, in modo particolare, si svilupperebbe un sano confronto senza pregiudizi di alcun tipo.

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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