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Milano, tra il crowdfunding e i suoi perché

Milano, tra il crowdfunding e i suoi perché

Come sapete, l'Università Bicocca di Milano ha lanciato il primo progetto di crowdfunding universitario. Scopriamo i motivi di questa scelta. “Siamo

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Come sapete, l’Università Bicocca di Milano ha lanciato il primo progetto di crowdfunding universitario. Scopriamo i motivi di questa scelta.

“Siamo destinati alla desertificazione scientifica e tecnologica” scriveva più di 2 anni fa il fisico teorico Francesco Sylos Labini parlando della carenza dei finanziamenti che l’Italia assegna alla ricerca. Da allora la situazione non è cambiata granché.

Per questo le università hanno dovuto adoperarsi per racimolare in altri modi i fondi necessari a tenere in vita la ricerca, che è un aspetto fondamentale per il futuro del nostro Paese. E come ottenere i finanziamenti per uno scopo così importante se non attraverso il crowdfunding?

L’idea è venuta alla Bicocca di Milano e ve ne abbiamo già ampiamente parlato 5 giorni fa in un articolo che potete trovare qui. Oggi, invece, vogliamo concentrarci sui motivi che hanno spinto l’ateneo lombardo ad affidarsi a questa pratica sempre più diffusa.

Anzi, facciamo un discorso più ampio: oggi perché un’università dovrebbe scegliere il crowdfunding per finanziare le proprie ricerche? L’obbiettivo, naturalmente, non è soltanto quello di racimolare qualche spicciolo ma anche quello di sviluppare questo sistema innovativo.

Sfruttando bene il crowdfunding, infatti, si può riuscire anche ad attirare aziende che possano investire su vari fronti. Si tratta di un concetto che è stato ribadito anche dal prorettore alla valorizzazione della ricerca della Bicocca Danilo Porro.

Come si legge nell’articolo di Riccardo Saporiti pubblicato su Wired.it, Porro ha dichiarato che da qui al prossimo autunno l’ateneo contatterà “diverse realtà che investono in ricerca e comunicazione come responsabilità sociale”. L’intenzione sarebbe quella di stabilire, attraverso la campagna di finanziamento, una cifra obbiettivo.

Raggiunta questa cifra, le aziende che avranno deciso di partecipare all’iniziativa dell’università pagheranno una somma pari alla cifra obbiettivo. Affinché ciò sia possibile, ovviamente, sarà importante che studenti e insegnanti continuino a lavorare con lo stesso entusiasmo di sempre. Insomma dovranno metterci il cuore, ai soldi ci penserà il crowdfunding.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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