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Non trovano il diploma di maturità, le annullano la laurea

Non trovano il diploma di maturità, le annullano la laurea

Una storia finita bene per una donna di Latina, che si era vista annullare la laurea in Scienze dell’Educazione dall’Università di Siena a causa del s

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Una storia finita bene per una donna di Latina, che si era vista annullare la laurea in Scienze dell’Educazione dall’Università di Siena a causa del suo diploma disperso.

Caro ex-studente universitario, prova per un attimo a chiudere gli occhi. Chiudili e immagina tutte le ore passate sui libri per prendere quel benedetto diploma. Immagina gli screzi con i professori, le alzatacce mattutine, i “millanta” caffè presi alle più disparate ore, i sudori freddi pre-esami. Immagina di chiudere tutte queste fantastiche esperienze in un pacchettino piccolino, colorato e decorato da una scritta: Rifare!

Ora apri gli occhi, perché altrimenti la pressione ti sale a milleedue su milleeuno e renditi conto che ad una persona questo pacchettino è stato presentato. Più precisamente ad una signora, Antonella Perazzetta, che da anni vive e lavora a Latina, nel Lazio. Ed è la protagonista di una vera e propria “tragedia”. Non ci credi? Leggi qua…

La suddetta malcapitata si è infatti vista, nel lontano 2010, annullare la Laurea in Scienze della Formazione dall’Università di Siena, ateneo nel quale tale titolo era stato anni prima conseguito. A causare questa disgrazia, il mancato ritrovamento del diploma di scuola secondaria da parte dell’Università, con conseguente ipotesi di autocertificazione falsa da parte della Perazzetta.

Da qui inizia una lunga tiritera tra avvocati e tribunali. Nel 2012 il Tar dà ragione all’Ateneo. Ma il legale della signora, l’avvocato Piero Verdesca Zain, non demorde. E proprio agli inizi del 2019 il Consiglio di Stato ribalta la sentenza. Infatti, le prove e i documenti mostrati dall’avvocato hanno dimostrato come il diploma, ottenuto nel 1976 alla Scuola di Siena, fosse stato smarrito dalla Scuola, nel frattempo chiusa, ma regolarmente conseguito da Antonella. “Ora sorrido, ma è stato un incubo” le sue parole all’uscita dal tribunale.

E, da studenti, possiamo solo che crederle.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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