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Andrea Giardina e il ruolo della storia a scuola

Andrea Giardina e il ruolo della storia a scuola

Rafforzare lo studio della storia non riguarda solo la scuola, ma la nostra vita. Ecco il punto di Andrea Giardina, uno dei più noti storici Italiani.

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Rafforzare lo studio della storia non riguarda solo la scuola, ma la nostra vita. Ecco il punto di Andrea Giardina, uno dei più noti storici Italiani.

A seguito della giornata della Memoria: possiamo dire di aver fatto e di star continuando a fare il possibile per ricordare l’Olocausto e gli eventi della Guerra Mondiale? Chissà se questa domanda se l’è posta anche Andrea Giardina.

L’importanza della storia

A tale proposito, per l’appunto, è stato intervistato uno degli storici più noti del nostro paese, Andrea Giardina. A suo parere il problema di come venga vissuta la storia ai nostri giorni, ed in particolare dai giovani, è in gran parte responsabilità del sistema educativo. È una questione che riguarda non soltanto il nostro paese.

Gli studenti si trovano a vivere in un contesto in cui continuamente arrivano informazioni “flash”, che per quanto possano essere influenti, restano estremamente transitorie. Questo continuo scorrere di notizie che cancellano l’una le tracce dell’altra, inevitabilmente porta all’appiattimento di una coscienza storica dell’individuo che non ha il tempo di far sedimentare dentro di sé gli eventi e trarne una certa riflessione.

La maggior parte dei giovani, è portata a vedere e a vivere in una sola dimensione: il presente. Per quanto riguarda il passato, le sue radici si sfaldano sempre più velocemente.

Il ruolo della scuola secondo Andrea Giardina

Per ostacolare l’annichilimento di valori che hanno creato l’ambiente da cui veniamo, è necessario ricominciare dalla scuola. Il problema di fondo è come viene insegnata la materia. Innanzitutto il ridimensionamento delle ore di storia nelle classi superiori non può che avere effetti negativi. In secondo luogo è l’approccio stesso alla storia a deteriorarsi: la sinteticità e immediatezza del web, spesso prevale su un approfondimento adeguato che consulta direttamente le fonti. Non si può altrimenti restare stupiti del fatto che alla maturità le tracce di storia vengano spesso tralasciate: di certo andrebbero rese meno bizzarre e più vicine al contesto culturale.
Infine lo storico propone uno studio invertito della storia: alle elementari bisognerebbe cominciare dal ‘900 piuttosto che da Adamo ed Eva. Partire dal racconto di eventi che hanno toccato generazioni più vicine agli studenti permetterebbe di riacquisire una coscienza storica e rafforzare il loro rapporto con il passato.
Non è un tema limitato all’ambito scolastico: avere coscienza storica significa sapere da dove si viene, dove si vive, ovvero, avere coscienza di sé.

#FacceCaso

Di Bianca Ruffolo

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