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Dipartimento degli Studi Classici: la Howard University decide di cancellarlo

Dipartimento degli Studi Classici: la Howard University decide di cancellarlo

Washington, la Howard University decide di cancellare il Dipartimento degli Studi Classici in nome di una maggiore interdisciplinarietà ed eguaglianza

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Washington, la Howard University decide di cancellare il Dipartimento degli Studi Classici in nome di una maggiore interdisciplinarietà ed eguaglianza.

Sembra un po’ la rivincita della cancel culture, la quale mira alla damnatio memoriae di tutti quegli autori che, secondo determinate scuole di pensiero, non meritano di ricevere supporto ed essere ancora ricordati: così, la Howard University decide di cancellare il Dipartimento degli Studi Classici e di spalmarne i corsi in altre facoltà così da risultare più interdisciplinari.

Ma facciamo un throwback: la nota università venne fondata nel 1867 come “HBSU”, Historically black college and university, con lo scopo di includere tutti coloro i quali sia facciano parte di gruppi emarginati, sia non possano permettersi un’istruzione elevata.

Una docente del dipartimento, Dr. Prather, ha affermato sul NYT che non si sarebbe aspettata che il suo corso sarebbe durato a lungo, ma che comunque questo dipartimento è sempre stato una colonna portante nello studio dell’antichità da una black perspective e, aggiungeremmo, che è un corso di studi nato proprio con l’università.

Ha continuato affermando che bisognerebbe abbattere la colonizzazione nelle nostre menti come unico periodo storico dell’esperienza nera, lasciando sotto intendere che negli scritti classici la passione e le emozioni descritte e emanate sono effettivamente universali, e non riconducibili semplicemente ad una supremazia bianca.

Il rettore ha rilanciato affermando che vi è uno scarso interesse e vi sono poche iscrizioni, mentre gli studenti continuano ad affermare l’importanza di un corso di studi simile, che li includa in un mondo lavorativo in declino.

In più, si rischia anche una dispersione dei corsi che non faciliterebbe agli studenti neo-laureati, l’accesso alla majority in cui specializzarsi, poiché non provenienti direttamente da un dipartimento specifico.

Un altro che si è scagliato contro questa scelta è un intellettuale dell’Harvard University, che ha definito questa scelta come un “messaggio inquietante”.

Di certo, non è cancellando la storia che viene a crearsi l’uguaglianza e l’eguaglianza, ma piuttosto studiandola e cercando di non ripetere gli errori fatti in passato; pretendere che vi fosse un’eguaglianza già presente ai tempi dei greci e dei latini è un’idea giusta ma inverosimile, che tende anche, se vogliamo, al negazionismo di un’evoluzione del pensiero.

Per cui bisognerebbe utilizzare la storia per trarne insegnamento e miglioramento, e gli scritti classici per comprendere quanto le emozioni siano universali, e quanto accomunino gli esseri umani di ogni millennio.

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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